Biblioteca San Antonio Doctor

El Instituto Teologico cuenta en su interior la Biblioteca provincial “San Antonio Doctor” de propiedad de la Provincia Patavina de los Frailes Menores Conventuales.

Con una larga tradiciòn, la presencia de los frailes conventuales en Pádua, ha sabido conjugar la acciòn pastoral y la formaciòn teologico-humana. La biblioteca es expresiòn de este trabajo cantinuo de los frailes para la iglesia, para la sociedad.

El patrimonio librario es de cerca 150,000 volùmenes, de 500 revistas activas, y un fonfo antiguo en curso de restructuraciòn. Las areas de interès principal son las ciencias religiosas, la filosofìa, el franciscanismo. Aunque la biblioteca sea de natura privada, està abierta al pùblico en los tiempos y horarios establecidos.

Para conocer la modalidad de consultaciòn y horarios se invita a visitar la siguiente pagina web:

http://biblio.antoniodottore.it

La biblioteca està conectada al SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale Italiano) tramite el Polo Universitario Veneto (PUV):

http://catalogo.unipd.it:8991/F/?func=find-d-0

Important!Entregas de la biblioteca

Biblioteca «Sant'Antonio dottore»
Via San Massimo, 25 - 35129 Padova PD (Italia)
tel. / fax [+39] (0)49.8200743
biblio.antoniodottore@unipd.it
http://biblio.antoniodottore.it

Noticias históricas (solamente en italiano)

N UN BREVE SCRITTO DI SAN FRANCESCO, Antonio da Lisbona (in seguito, per la sua fama, noto come sant’Antonio di Padova) ricevette l’autorizzazione a insegnare teologia ai frati. Antonio fu il primo nell'ordine francescano a ricevere tale incarico. Padova divenne quindi ben presto Studium generale dell'Ordine.
A questa scuola interna si aggiunse poi l'insegnamento pubblico con cattedre di teologia e filosofia all'Università di Padova. Tale attività richiedeva la disponibilità di testi, cioè una biblioteca adeguata. Acquisti decisi dai responsabili religiosi, lasciti vari di frati e laici, donativi di benefattori accrebbero via via una raccolta sempre più ricca e preziosa di manoscritti: era l’inizio della prima cellula dell’attuale Biblioteca Antoniana (Basilica del Santo).
La bella sede attuale della Biblioteca antoniana risale alla metà del 1400. Luminoso il salone centrale, con affreschi dell'inizio del Settecento che illustrano la gloria di Maria tra Santi e teologi francescani ed efficaci prospettive illusionistiche. Lungo le pareti sono sistemati 24 grandi armadi in radica, variamente ornati, pure settecenteschi. Alcuni grandi libri corali, con splendide miniature, sono esposti in apposite bacheche. La Biblioteca conserva tra i manoscritti il famoso «Codice del Tesoro» contenente i Sermoni di s. Antonio. Da ammirare anche i globi terrestre e celeste di p. Vincenzo Coronelli, cosmografo della Serenissima Repubblica di Venezia (Settecento).
Dopo le soppressioni napoleonica e sabauda nell’Ottocento, alla rinascita della Provincia religiosa del Santo (1907), affidata la Biblioteca Antoniana alla tutela della Amministrazione pontificia (1933), alcuni religiosi si impegnarono a ricostruire una biblioteca che soddisfacesse le esigenze di formazione teologica, biblica, filosofica e pastorale dei giovani frati chierici «in primis», «in secundis» di tutti i religiosi della Provincia.
Quando il Collegio Teologico trovò la sua sede presso la villa seicentesca di via San Massimo, a Padova, il primo nucleo della biblioteca contava poco più di 3.000 volumi. Tale modesto inizio era anche spiegabile, dal momento che i chierici teologi principali fruitori della struttura bibliotecaria erano andati peregrinando prima a Camposampiero, poi a Venezia; in questi conventi si erano fermati anche la gran parte dei fondi bibliotecari.

Nel 2007 il ricco patrimonio del Centro Studi Antoniani (ente scientifico francescano preposto alla salvaguardia e alla memoria documentaria di sant’Antonio di Padova) è “confluito” nella catalogo della Biblioteca.