Ospitalità

Francesco scrive ai suoi frati queste parole nella Regola: «E ovunque sono e si troveranno i frati, si mostrino familiari tra loro. E ciascuno manifesti con fiducia all’altro le sue necessità...» (Regola bollata, VI). Con questo spirito, il nostro Istituto è aperto all'accoglienza di quanti il Signore Iddio vorrà inviarci, secondo la sua grazia.

per incontri culturali

Da alcuni anni l’Istituto mette a disposizione i propri spazi affinché si rinnovi questo incontro di cultura e insegnamento, di tradizione e attualità. L’Istituto dispone di aule per l’insegnamento, di un’ampia aula-magna per convegni e conferenze, di sale per incontri e colloqui, di una cappella e altri luoghi per la preghiera personale e comunitaria, di un ampio giardino e di un parcheggio interno (circa 70 posti auto). Telefonate o scrivete alla persona qui sotto indicata.

Aula Magna Cappella dell’Istituto

• 160 posti a sedere
• 4 posti per relatori
• impianto audio
• imp. proiezione video
• connessione wi-fi

• 80 posti dislocabili su sedie
• 32 posti nel coro


ATTENZIONE: a causa di incipienti lavori di ristrutturazione dello stabile, a partire da settembre 2009 è sospesa l'ospitalità qui sotto descritta (frati, parenti di ammalati, studenti universitari). Quando verrà ripresa se ne darà tempestiva comunicazione.

per i nostri frati

Il nostro Istituto è ben lieto di ospitare i frati che si trovano a passare qualche giorno a Padova. Chiediamo solamente un gesto di gentilezza, contattandoci quanto prima per poter organizzare al meglio la nostra ospitalità. Telefonate o scrivete alla persona qui sotto indicata.

per i parenti di ammalati

Ai parenti che assistono i loro congiunti e necessitano di una dimora in prossimità della struttura ospedaliera, viene offerto uno spazio del nostro Istituto (corridoio «padre Placido Cortese»). Telefonate o scrivete alla persona qui sotto indicata.

per gli studenti universitari

L’Istituto Teologico offre inoltre ospitalità a studenti maschi che desiderano trovare un soggiorno comodo e tranquillo nella città di Padova. La collocazione, vicina all’Ospedale civile, permette di raggiungere con una certa facilità i vari istituti e dipartimenti dell’Università degli Studi di Padova e delle altre Facoltà, sparse nel territorio. I mezzi pubblici consentono di poter raggiungere con una certa rapidità la stazione ferroviaria. Quota differenziata a seconda del periodo di permanenza. Possibilità di parcheggio interno. Stanze n. 14 con 5 bagni comuni e sala caffé comune. Telefonate o scrivete alla persona qui sotto indicata.

ATTENZIONE: a causa di incipienti lavori di ristrutturazione dello stabile, a partire da settembre 2009 è sospesa l'ospitalità qui sopra descritta (frati, parenti di ammalati, studenti universitari). Quando verrà ripresa se ne darà tempestiva comunicazione.

La parola dei santi...

IATE OSPITALI A VICENDA, SENZA MORMORAZIONE; ognuno secondo la grazia che ha ricevuto, mettendola a disposizione degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. Se uno parla, usi le parole di Dio; se uno esercita un ufficio, lo compia con la forza che ha ricevuto da Dio” (1Pt 4,9-11). Ospite è colui che accoglie e anche colui che è accolto. E' chiamato in lat. hospes, come mettesse un piede sulla porta (lat. infert ostio pedem), oppure perché tiene la porta aperta (ostium patens), e quindi è detto ospitale. Sono ospitali quei predicatori che sentono il dovere di aprire ai peccatori la porta della predicazione; e fanno ciò senza mormorazione, cioè senza scandalo. Non si può infatti fare della mormorazione senza scandalo. E giustamente i predicatori sono detti ospitali, perché come buoni amministratori devono mettere a disposizione altrui la grazia della predicazione che hanno ricevuto e che si effettua in tante forme. Infatti, come tante sono le forme con cui si fanno i peccati, così anche la predicazione deve assumere svariate forme, affinché le anime, deformate dalle varie forme di vizi, vengano riformate con la forma della predicazione. Così parla Pietro ai prelati predicatori: “Pascete il gregge di Dio, che vi è affidato, provvedendo ad esso non per forza ma volentieri, secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; e non spadroneggiando sulla parte a voi affidata, ma facendovi modelli del gregge” (1Pt 5,2-3).

Sant'Antonio di Padova, Sermone dell VI domenica dopo Pasqua, XI.